ARTE E CULTURA
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La vecchia Chiesa
L'attuale cappella del vecchio cimitero costituiva l'abside della vecchia chiesa di Don, di stile gotico, risalente al 1300 o 1400. La relativa navata era lunga una decina di metri, fino quasi all'attuale cancello del cimitero ed il portale in pietra del portone d'ingresso è conservato nei locali comunali.
Non risultano notizie riguardo al periodo preciso in cui la chiesa è stata eretta, ma è nominata nella Carta di Regola di Don redatta nel 1493 e poi nelle Visite pastorali degli anni 1579 e 1616.
Si ritiene che non sia casuale il fatto che la chiesa fosse orientata ad solem orientem nel giorno di S. Brigida, patrona del paese. L'asse della chiesa era orientato in modo che l'abside fosse diretta verso il punto di levata del sole il giorno dell'anno dedicato al patrono, come altre antiche chiese alpine. In tal modo il giorno di S. Brigida, quando sorgeva il sole, attraverso l'oculo dell'abside i raggi illuminavano il centro del pavimento della navata.
Siccome la chiesa è stata edificata quando vigeva il calendario giuliano mentre oggi vige il calendario gregoriano che entrò in vigore nel 1582 passando direttamente dal 4 ottobre del calendario giuliano al 15 ottobre del gregoriano, la verifica relativa a detto orientamento non va fatta il primo febbraio, giorno in cui ricorre S. Brigida, ma l' 11 febbraio e si riscontra che poco dopo le ore 9, quando il disco solare è appena salito sopra la linea dell'orizzonte, il fascio di raggi solari che entra attraverso l'oculo, illuminando un'area ellittica sul vialetto antistante la cappella, è centrato sulla verticale calata dalla sommità dell'arco santo (si veda foto).
La navata, troppo piccola e bisognosa di continui restauri, fu demolita nel 1874 dopo la costruzione della nuova chiesa, mentre l'abside, fu mantenuta come cappella cimiteriale riducendone l'apertura dell'arco santo con un tamponamento parziale e chiudendo il foro rimanente con un cancello in ferro battuto.
Il vecchio campanile era stato demolito già nel 1840 perché in rovina; era incorporato nel fabbricato della chiesa, come testimoniano ancora le murature sul lato sinistro dell'ingresso della cappella.
La costruzione dell'attuale campanile, a fianco della vecchia chiesa, fu iniziata nel 1845 e completata nel 1846. Quando fu costruita la nuova chiesa, venne mantenuto il campanile esistente, eretto da meno di trent'anni, anche se lontano più di un centinaio di metri dalla stessa.
Il restauro della cappella è avvenuto nel 2005 e 2006 con il contributo economico della Provincia Autonoma di Trento, del Comune di Don e di alcuni privati.
Al suo interno, sulle pareti e sulla volta sono stati messi in luce gli affreschi appartenenti alla chiesa originaria e risalenti alla fine del XV secolo o al più tardi all'inizio del XVI.
Le pitture esterne sul lato destro dell'ingresso e la decorazione dell'arco santo originario, che è in pietra chiara come i costoloni della volta interna, risalgono, come testimonia la data sopra la chiave dell'arco stesso, al 1728. Tale data è ripetuta anche sulle murature esterne sul retro della cappella a ricordo degli interventi di restauro subiti dalla chiesa in quell'anno.
La nuova Chiesa
Don Modesto Endrici introduce l'opuscolo da lui scritto nel 1973, in occasione del centenario dell'apertura al culto della nuova chiesa, con queste parole: "Già all'inizio del secolo scorso (1800) si presentava ai nostri avi in tutta la sua gravità il problema della costruzione di una nuova chiesa, poiché quella vecchia era troppo piccola, umida e bisognosa di continui restauri..... Finalmente il consiglio comunale, nella memorabile seduta del 30 giugno 1867, deliberava di costruire sul terreno del beneficio, al centro del paese, una nuova chiesa, decorosa e rispondente alle esigenze del culto."
I lavori di costruzione della nuova chiesa furono appaltati alla fine del 1869 e la stessa venne aperta al culto il 20 luglio 1873.
Al suo interno si possono osservare la pala con le immagini della Madonna e dei patroni S. Brigida e S. Carlo, tela firmata A. Richert pinxit (A. Richert dipinse) e le tele della Via Crucis dipinte da Mattia Lampi nel 1735.
Viene spontaneo chiedersi come mai il paese di Don abbia una chiesa tanto grande. La risposta è semplice: quando la chiesa fu progettata Don aveva circa 400 abitanti, che superarono i 500 nel 1880.
Palazzo Endrici
La quota del palazzo di proprietà del Comune di Don fu acquistata e restaurata negli anni 1990 con il contributo della Provincia Autonoma di Trento. Palazzo Endrici è un edificio costruito nel XVIII secolo (1720-1758) e rimaneggiato nella seconda metà del '800 o primi anni del '900.
L'accesso principale, chiuso da un portone a due ante pregevolmente intagliato dallo scultore Golner di Sarnonico, immette in alcune sale dove vengono presentati le documentazioni sul palazzo, i suoi preziosi decori, le collezioni d'arredo e la quadreria. Al primo piano l'appartamento conserva tutto l'arredo originale e la quadreria ritrattistica appartenute alla famiglia di mons. Celestino Endrici, ultimo Principe Arcivescovo di Trento, che ebbe i natali nel palazzo.
Affreschi di Mattia Lampi
A Don ci sono due affreschi di Mattia Lampi, padre del ben più famoso Giovanni Battista.
Uno in via Villa di Sotto, in alto, sotto gronda, sulla parete esterna sud della p.ed. 56. L'affresco, pur non essendo mai stato restaurato è assai ben conservato, raffigura la Madonna del Carmine con S. Antonio, S. Romedio e S. Floriano e riporta la data del 1747 e le iniziali del committente e al tempo proprietario dell'immobile R.B. (Romedio Bolego).
L'altro, sempre sulla parete esterna, è sopra la porta d'ingresso di palazzo Endrici ed è stato restaurato nel 1998. Raffigura la Madonna con S. Brigida, S. Romedio, S. Antonio, S. Antonio abate e S. Floriano. La data del 1747, anno in cui fu dipinto, si ricava dal cronogramma posto alla base dell'affresco e si calcola sommando i numeri romani corrispondenti alle lettere contrassegnate in colore rosso nel motto.
(Testi a cura di Adriano Piffer )



